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Linda Jasmin Mayer l Lightways

Linda Jasmin Mayer ha sviluppato un'installazione luminosa per l'ewoLAB di Refshaleøen, a Copenaghen, che si integra con discrezione nell'ambiente circostante.

On/Off - Riflessioni sulla luce

Lungo la strada l’illuminazione si spegne all’improvviso. Poi si riaccende puntando il fascio di luce su un oggetto o un edificio. A volte quell’oggetto cattura lo sguardo dei passanti, a volte no. Alcuni si fermano sorpresi, altri tirano dritto. C’è chi si guarda intorno infastidito pensando che la lampada sia scoppiata. Qualcuno si chiede addirittura se non sia un’apparizione.

Siamo a Copenhagen, nel quartiere di Refshaleøen dove Linda Jasmin Mayer ha realizzato un’installazione luminosa per ewoLAB. L’allestimento si inserisce con garbo nel contesto che lo accoglie illuminando il percorso che conduce al molo di attracco. Lo stile di quest’area, un tempo cantiere navale della città, è tipicamente industriale: fabbriche dismesse, vecchi capannoni, caseggiati in parte abbandonati e in parte riscoperti dai creativi del luogo. L’intervento artistico è sottile, non necessariamente palese a chiunque. Induce piuttosto a chiedersi: quando camminiamo, fino a che punto siamo attenti alla strada che percorriamo? Quanto ci lasciamo “distrarre”? In che misura siamo delle persone accorte? Chi si ferma e si guarda attorno percepisce con immediatezza che qualcosa è cambiato, che l’illuminazione stradale non è quella di sempre.

L’artista gioca con la presenza e con l’assenza della luce. Le tecnologie moderne consentono di accendere le lampade solo quando servono, per esempio al passaggio delle automobili o dei pedoni. Qui succede esattamente il contrario: il sensore reagisce al movimento spegnendo temporaneamente la luce.

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© ewo

La luce cade su oggetti poco visibili

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© ewo

Installazione luminosa “Lightways” di Linda Jasmin Mayer

Il grande interrogativo dell’arte contemporanea è: che cosa è arte? Che cosa non lo è? Quali segnali deve trasmettere l’arte per essere identificata come tale?

Linda Jasmin Mayer

Nell’installazione “Lightways”, l’artista si muove volutamente sulla linea di confine. Accetta che la sua opera non sia riconosciuta. Con la luce cattura l’attenzione puntandola sugli oggetti del passato protagonisti di questo spazio. Vista da lontano, l’installazione evoca un palcoscenico sul quale la coreografia cambia secondo la performance. Il risultato è una messa in scena della luce, ludica, quasi effimera, in un contesto pervaso da una grandezza tecnica appartenente al passato.

L’installazione è stata realizzata con proiettori a LED della ewo (modelli P160 e P200). I sistemi ottici sono formati da lenti con diverse caratteristiche di emissione (dal fascio stretto a quello allargato) che pongono in risalto gli oggetti illuminati in modo differenziato. Le tonalità di luce sono quella calda (3.000 K) e quella fredda (6.000 K). Nell’illuminazione del palo le temperature di colore variano dalla più alta alla più bassa.

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© ewo

Refshaleøen, Copenaghen

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© ewo

I rami di un albero sono stati illuminati con luce

Gli apparecchi illuminanti comunicano reciprocamente attraverso una rete di radioantenne. Con un sistema di comando remoto si definiscono e si modificano le funzioni controllando l’impianto in tempo reale. Le reazioni interattive sono messe in atto dai sensori di movimento. Per questo progetto ewo ha personalizzato la programmazione del software aggiungendo sequenze di scene d’effetto per l’illuminazione del palo. Una gateway funge da interfaccia centrale che comunica con il software di comando via GSM.

Una delle sfide affrontata nel progetto è stata quella di creare un effetto incisivo intervenendo il meno possibile sulla struttura preesistente. Per l’intera durata dell’installazione tutti i dati verranno registrati e per essere opportunamente valutati.

Video: Lightways

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